artist
news
catalogue
press
pictures
online-booking
 
 

REVIEW ITALY

MCR 133.2 AIR LIQUIDE
LET YOUR EARS BE THE RECEIVER

 

www.technodisco.it 05/04

AIR LIQUIDE "Let Your Ears Be The Receiver" assenti da qualche anno dalle scene, gli Air Liquide tornano con un album nel quale si assapora soul, funk, una spruzzata di mood caraibico e il trend dell'ebm. Il tutto viene arricchito da un bonus-remix firmato dall'austriaco Christopher Just che si diverte a giocare con suoni dei decenni passati. ()

 

www.disc-jockey.it 05/04

Gli Air Liquide sono una vera e propria istituzione nel panorama della musica elettronica. “Let your ears be the receiver”, non a caso, è il loro dodicesimo album: un album che sin dalle prime battute si rivela come un interessante e riuscito esperimento, in cui confluiscono diversi generi musicali che vanno al di là del concetto di “dance music”, anche nella sua accezione più larga. Infatti, se la prima traccia “So much love” è un originale e ironico omaggio alla prima house music, già “Turkish delight” costituisce un’incursione in territori più “chill” ed “ambient”, mentre “I do my best” è a tutti gli effetti un brano definibile come “Detroit techno”, interpretato da una vocalist gospel: fusione riuscitissima e di grande efficacia anche su un dancefloor. Giunge a questo punto, assolutamente inattesa, “Fuckdup”, una lieve e piacevole ballata rock interpretata da Mary S. Applegate. La quinta traccia è la “Title track”: “Let your ears be the receiver” è un groove house che scorre via liscio, con la voce black del compianto MC Universal. L’ascolto prosegue piacevole, grazie alla grande varietà delle sonorità proposte, in cui i richiami al passato e gli accenni al futuro divengono quasi una cosa sola. E così, dopo “receiver” (altra traccia house che si rifà ai primi ’90), colpisce la fusione di “Go deh yaka”, in cui confluiscono influenze electro, suoni vagamente “acid house” e anche cori d’ispirazione afro: difficile da descrivere, ma assolutamente godibile all’udito.
Alla pura techno di “Panic in the streets”, fa seguito l’esperimento “deep-house” di “Thanks, but no thanks”; ci avviamo così alla fine, con le ultime due tracce: “Autopilot”, dalla ritmica spezzata, e l’avvolgente “Mary’s dub”, brano molto “ambient” anch’esso interpretato da Mary S. Applegate. Da segnalare infine la bonus track “So much love”, un efficace groove electro con un refrain vocale che entra immediatamente in testa. Questo nuovo lavoro degli Air Liquide è assolutamente consigliato ai palati più differenti: gli amanti della dance elettronica di ogni tipo troveranno qualcosa che fa per loro; e coloro che non seguono questo genere possono cogliere un’ottima occasione per avvicinarsi a queste sonorità.
Un album profondamente colto, ma allo stesso tempo immediato ed apprezzabile sin dal primo ascolto. ()

 

 

   
up

 

 

www.multicolor-recordings.de

 

   
 

 

 

 

webdesign :: tannja.de